ASS. CULT. MLG presenta                                                    RASSEGNA...MOCI 2009

 

Compagnia I Ciarlatani

“’Na storia de borgata”

Regia: Gianni Quinto

Dal 21 al 23 Dicembre + 26 Dicembre

con: Francesco Castiglione, Luca Paniconi, Federica Pellegrini, Leonardo Sbragia, Carlotta Tommasi, Elisa Torri

 

Roma, fine anni Venti. Cecco e Nannì Vencioni sono una coppia di “borgatari” che vive in una baracca di periferia. Lui è un fannullone che pensa solo a starsene con gli amici, giocare a carte e bere, mentre lei cerca di mandare avanti la casa come meglio può. Mentre sta lavando i panni al lavatoio con le altre massaie, una sua dirimpettaia, la sora Cleopatra, l’accusa di avere una relazione con un ricco signore, accuse da cui scaturisce una furibonda lite. Nannì torna a casa sperando almeno lì di trovare pace, invece riceve la visita di sora Ghituccia, la pettegola di quartiere, che confessa a Nannì di “aver sentito” di alcune avventure amorose di Cecco. Le cose si complicano quando il comune invia un esattore, il rag. Pecoretti, incaricato di riscuotere i debiti che la coppia ha maturato nei confronti dello Stato, pena il pignoramento dei mobili. L’ingresso di Cecco salverà, almeno sul momento, la coppia dalla rovina totale. In realtà nessuno sospetta che le accuse di Cleopatra sono vere e che Nannì per pagare l’affitto è costretta a concedersi al padrone di casa, il commendator Lanzaretti. Il giorno dopo Lanzaretti fa visita a Nannì dicendole che sua moglie durante un controllo ai beni della famiglia, si accorge di un ammanco derivante proprio dal mancato pagamento dell’affitto. Per ciò è deciso a mandare via di casa Nannì, ma nonostante ciò il commendatore cerca ancora di approfittare di lei. Il tutto avviene proprio mentre ritorna Cecco, che preso da un impeto, colpisce Lanzeratti ignorando chi sia in realtà. Il commendatore, minacciando di denunciare Cecco alle autorità, pensa di avere la situazione in pugno. L’arrivo di sua moglie cambierà i suoi piani perché…

 

Due coppie, l’affitto da pagare e l’eterna lotta fra ricchezza e povertà: questi gli ingredienti de “Na storia de borgata”, in cui la risata si fa portavoce della riflessione. Volutamente la storia è datata agli inizi del ‘900, come omaggio ai padri della commedia cinica, quali Petrolini, Durante, Zanazzo, anche perché l’ambientazione consente di evidenziare la scottante verità del tema. La donna che si concede per pagare l’affitto diventa la donna che subisce le molestie sul posto di lavoro, o in generale diventa il simbolo di chiunque è costretto ad essere vessato a causa della sua condizione. Lontano dalla falsa retorica che i ricchi sono “cattivi” e i poveri sono i “buoni” la storia mette in risalto il fatto che chiunque pur di sopravvivere è disposto a scendere a patti con la propria coscienza. Non a caso la morale la tira fuori il più fannullone di tutti. A fare da cornice due maschere, la vicina pettegola e l’esattore integerrimo, che alternano la risata al dramma, e quindi alla riflessione. Riflettere  sul fatto che potrebbe far ridere vedere una storia simile a teatro, ma fa decisamente meno ridere sapere che questa è tratta da esperienze reali..

 

 

 
 
 

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